Economia e politica
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Durante la seduta n.727 del 17 novembre u.s., al Senato della Repubblica, è stato presentato atto di sindacato ispettivo (interrogazione a risposta scritta n. 4-06671) a firma di 6 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Nicola Morra). Di seguito il testo integrale.

"MORRA, GAETTI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, SANTANGELO, SERRA - Al Ministro dell'interno - Premesso che, risulta agli interroganti:

dal 1981-1992 Salvatore Frasca, esponente del Partito socialista italiano (PSI), ha ricoperto, quasi ininterrottamente, la carica di sindaco di Cassano All'Ionio (Cosenza) ed è stato deputato e senatore pluri-indagato soprattutto per i classici reati che hanno portato alla fine della Prima Repubblica come riportato da un articolo di stampa del 31 gennaio 1998 ("agenzia agi") dal titolo "'ndrangheta: chiesti 5 anni carcere per ex sen. Frasca". Successivamente la "Gazzetta del Sud", del 6 marzo 2001, informava che Frasca veniva condannato a 5 anni di reclusione;

l'assessore pro tempore ai lavori pubblici del suddetto comune era Gianni Papasso, attuale sindaco di Cassano All'Ionio, eletto nel 2012 e rieletto nel 2016;

a causa della protratta mala gestione, nel 2003 si determina il dissesto comunale, con un indebitamente per 70 miliardi di euro, come riportato da un articolo de "la Repubblica" del 3 febbraio 2003;

sulla scena politica locale si fanno avanti Luigi Garofalo e Gianluca Gallo, che ha ricoperto la carica di sindaco per due volte e di consigliere regionale, che salva il comune di Cassano allo Jonio dal dissesto. Garofalo viene coinvolto in uno scandalo tra clan e politica, così come riportato da un articolo del giornale on line "quicosenza" in cui si riscontra un legame parentale con il referente del clan Forastefano;

il processo "Omnia", scaturito dall'operazione antimafia scattata il 10 luglio 2007, nel quale Garofalo era imputato, è stato deciso l'11 ottobre 2016 con dispositivo 2505-2016-00, così come si può evincere anche nell'articolo del Quotidiano calabrese del 13 ottobre del 2016, dal titolo "la cassazione conferma gran parte delle decisioni della Corte d'Appello", dove viene riportato anche il nome di Garofalo Giuseppe (condannato a 10 anni di carcere, secondo solo al boss Forestefano) cugino del presidente del Consiglio comunale di Cassano All'Ionio Garofalo Luigi;

con sentenza n. 06499-2016 REG.RIC., il Consiglio di Stato si è pronunziato sulla richiesta di sospensione dell'interdittiva antimafia presentata della Garofalo Group, impresa di famiglia del presidente Luigi Garofalo, rigettandola;

nella stessa sentenza si certifica, quindi, l'infiltrazione mafiosa all'interno dell'azienda dei fratelli di Luigi Garofalo (Garofalo Group);

nel 2012, Luigi Garofalo è colonna portante della vittoria di Papasso (socialista) nella carica di Sindaco e Garofalo è il consigliere più votato del centro sinistra, come riportato anche da un articolo di "cn24" del 20 giugno 2012 ed dal sito "cassanoalloionio.info";

Papasso viene eletto con "l'anatra zoppa" e, siccome lo stesso ha bisogno di una maggioranza, viene offerto ad un consigliere di maggioranza (e al collegato membro del suo gruppo consiliare) di diventare presidente del Consiglio comunale, al fine di garantire l'appoggio a Papasso, permettendogli di governare per quasi 4 anni;

il 3 novembre del 2015 il sito "quicosenza" informa che 9 consiglieri di minoranza si sono dimessi con l'arrivo di un commissario;

nel 2013 diventa assessore all'ambiente, sanità, trasporti ed edilizia scolastica, Luigi Garofalo. Il sindaco Gianni Papasso mantiene per sé la delega ai lavori pubblici, delega che insieme alle precedenti appena citate erano attribuite all'assessore Franco Tufaro, che dopo pochi mesi lascia l'incarico;

nel video relativo alla vittoria elettorale del 2012, pubblicato da TeleLibera Cassano, Papasso parla di "cupola" all'interno del comune di Cassano All'Ionio, anche se negli anni 2004-2012 non ci sono mai stati problemi giudiziari o inchieste;

Papasso viene sfiduciato nel 2015 e rivince nel 2016. Stavolta a Garofalo viene data la presidenza del Consiglio comunale a dimostrazione del ruolo primario rivestito dallo stesso all'interno della maggioranza;

un articolo pubblicato sulla "Gazzetta del Sud" il 10 settembre 2016 riporta la sintesi di una vicenda che riguarda Garofalo: nel marzo del 2014 la ditta Giuseppe Garofalo vince un appalto per la realizzazione del palazzetto dello sport del Comune di Longobucco. Con la cessione del ramo d'azienda, nell'agosto dello stesso anno, l'appalto viene assorbito dalla Garofalo Group. Nel maggio del 2016 una interdittiva antimafia raggiunge la ditta e le viene revocato l'appalto, si avvia il ricorso al Tar. Intanto, agli inizi del 2016 la ditta vince una nuova gara per la messa in sicurezza della scuola media "Biagio Lanza" di Cassano All'Ionio, appalto poi ritirato per la stessa interdittiva nell'agosto 2016, di cui il Comune di Cassano non era a conoscenza;

sempre sulla "Gazzetta del Sud" il 10 settembre 2016 viene riportato: "Non sapevo nulla dell'informazione interdittiva antimafia che aveva raggiunto la Garofalo Group a maggio, e anche il presidente del consiglio, Luigi Garofalo, dice di non saperne nulla, né ha ricevuto lui comunicazioni dalla giustizia che lo riguardano personalmente. Gli abbiamo chiesto di dimettersi per una questione morale, per rispetto istituzionale visto che la ditta riguarda suoi diretti congiunti. Se non lo farà andremo avanti come prevede la legge";

con queste parole il sindaco della città di Cassano All'Ionio, Giovanni Papasso, ha commentato, in conferenza, la vicenda Garofalo Group. Il 20 marzo 2014 la Garofalo Group aveva vinto l'appalto per i lavori di realizzazione del palazzetto dello sport in frazione Destro, del Comune di Longobucco. Il problema nasce nel maggio 2016 in quanto, come riporta la determina della Provincia di Cosenza, la società Garofalo Group Srl ha presentato ricorso al Tar Calabria contro l'atto 20423 del 16 maggio 2016 che revoca i lavori del palazzetto dello sport, a seguito di informazione antimafia interdittiva, emessa dalla Prefettura di Cosenza;

il 18 agosto 2016 viene pubblicato sull'albo pretorio del Comune di Cassano All'Ionio, un atto che afferma: "sussistono gravi motivi che obbligano l'ente alla revoca dell'aggiudicazione definitiva e alla risoluzione del contratto d'appalto ai sensi dell'art.108 del D.Lgs 50 del 18/04/2016 e degli artt. 67 comma 2, 88 comma 4 ter e l'art.92 comma 4 del D.Lgs n.159 del 06.11.2011";

il citato appalto riguardava i lavori di messa in sicurezza, prevenzione e riduzione dei rischi dell'istituto d'istruzione secondaria "Biagio Lanza". Chi ha redatto la determina per il Comune di Cassano ha avuto anche l'accortezza di omettere la dicitura "antimafia", esplicitata invece in quella della Provincia in merito al Comune di Longobucco, bypassando la difficoltà terminologica, come si può evincere confrontando le determina del Comune di Cassano (N. 568 DEL 19.08.2016) e quella della provincia di Cosenza per il comune di Longobucco (N° 22 16000104 del 23/06/2016);

nel suddetto articolo il sindaco dichiarava: "Apprendiamo (...) da un privato cittadino, della possibilità di una interdittiva antimafia per la Garofalo Group, vincitrice del suddetto appalto. Fatti i controlli di rito, non resi necessari perché all'epoca dell'aggiudicazione dell'appalto era tutto in regola, gli uffici avviano la procedura prevista della legge, nessun silenzio: appalti bloccati e/o annullati". Intanto, come dalla documentazione in possesso di Gazzetta, emerge anche l'ordinanza del Tar del 29 giugno 2016: la domanda di sospensione dell'interdittiva viene rigettata, come si può verificare dall'ordinanza N. 00265/2016 REG.PROV.CAU di cui si riporta uno stralcio: "Visti tutti gli atti. Ritenuto che, dall'esame dell'informativa interdittiva, oggetto di impugnazione, emerge, fermo il carattere cautelare del provvedimento, la sussistenza di una connessione tra un noto esponente della 'ndrangheta locale e la società ricorrente, considerato che lo stesso, oltre al legame parentale con l'amministratrice della società, ha svolto alcuni affari con la qualifica di procuratore della società stessa; ritenuto che la prognosi svolta dalla pubblica amministrazione in ordine alla possibile infiltrazione di associazioni mafiose non appare illogica o irrazionale, tenuto conto della motivazione del provvedimento e dei contatti e delle frequentazioni a vario titolo intercorsi tra il suddetto esponente e i soggetti indicati nella medesima informativa, anche in luoghi nei quali è svolta l'attività della ricorrente ovvero in occasioni connesse con l'attività dalla stessa svolta. Il Tar Calabria rigetta il ricorso";

il sindaco, a parere degli interroganti, era sicuramente a conoscenza di tutte le determine emesse e registrate, poiché lo stesso con un documento del 27 luglio 2012, avrebbe intimato ai dirigenti, con un ordine di servizio con protocollo n. 13447 del 31 luglio 2012, che, prima di ogni registrazione, ciascuna determina deve essere messa "all'attenzione del Sindaco" stesso;

nel 2014 (prima della interdittiva) il sindaco Papasso, in seguito a comunicazioni riservate personali, annulla arbitrariamente una gara per possibili associazioni tra la Garofalo Group e un'altra ditta di Morano, come si evince dalla comunicazione interna (protocollo n.7482 del 22 aprile 2014);

la ditta in questione, direttamente o attraverso ditte intestate a parenti e congiunti, è fiduciaria del Comune, sia in quanto vincitrice di gare d'appalto, sia perché beneficiaria di determine di affidamento diretto di lavori sin dal 2012. In particolare, risulta che i proprietari delle suddette ditte (Garofalo Giuseppe, Garofalo Group, Iannicelli Damiano) sono congiunti diretti dell'attuale presidente del consiglio, nonché ex assessore (2013-2015) all'ambiente, sanità, trasporti ed edilizia scolastica, Luigi Garofalo;

va ribadito inoltre che il sindaco Papasso ha avuto anche la delega ai lavori pubblici dal 2013 al 2015 e non poteva non sapere quando autorizzava le citate operazioni, poiché responsabile diretto;

considerato che:

la determina n. 388 dell'8 giugno 2016 (manutenzione straordinaria alla rete idrica) prevede l'avviso pubblico per la scelta del contraente, nonostante sia richiamata la determina n.125, che fa riferimento a un'altra procedura di assegnazione dei lavori. Pertanto a parere degli interroganti non è chiaro se sia stato usato l'elenco delle imprese della determina n.125 o dell'avviso pubblico della determina n.388;

la determina n. 753 del 1° settembre 2015 (lavori agli edifici scolastici) affida i lavori alla Garofalo Group. L'assessore all'edilizia scolastica nell'anno 2015, Luigi Garofalo, con affidamento diretto assegna i lavori alla ditta il cui titolare è una sua congiunta;

la determina n. 1137 del 29 dicembre 2015 (manutenzione ordinaria strade e condotte idriche) riporta l'impegno di spesa di 12.000 euro previsto con determina n. 186 del 2015. Risulta agli interroganti che sono stati liquidati 20.000 euro senza impegno con determina e senza affidamento e che la determina 186/15 affida lavori fino ad arrivare a 12.000 euro, senza specificare la rimanenza dei soldi dove e come vengano impiegati;

la determina n. 471 del 22 maggio 2015 (rifacimento ex novo della tubazione acque reflue Laghi di Sibari) prevede tutti lavori ex novo, escludendo dalla fattispecie degli affidamenti diretti (ex articolo 125 del decreto legislativo n. 163 del 2006) che devono essere posti a gara pubblica invece dal comune vengono assegnati con l'affidamento diretto alla suddetta ditta;

la determina n. 202 del 24 marzo 2016 (messa in sicurezza strada collegamento Cassano - Lauropoli e e strada comunale Cassano - Madonna della catena - Civita) riporta il verbale di somma urgenza che reca una stima di 3413,16 di euro pari alla successiva perizia giustificativa ribassata del 20 per cento;

inoltre, la determina n. 954 del 1° ottobre 2013 (allacciamento rete idrica di Contrada Tre Ponti), la determina n. 1.186 del 7 dicembre 2013 (e tutte le altre collegate a quella di Contrada Tre Ponti), la determina n. 203 del 24 marzo 2016 (rete idrica comunale) fanno riferimento ad aziende chiaramente collegate a quella di Iannicelli Damiano, futuro marito della titolare della Garofalo Group (Garofalo Serena);

da un articolo del 20 settembre 2016 della "Gazzetta del Sud" si apprende che: "il consiglio comunale del 19 settembre sarà a lungo ricordato come il consiglio comunale della sfiducia dell'ormai ex presidente del consiglio Luigi Garofalo e come quello dell'abbandono dell'aula da parte della minoranza, Franco Tufaro di #oracassano escluso, per delle irregolarità. Sei in punti sul quale ha dibattuto l'assise, il primo, inevitabilmente è stato quello della "Revoca del Presidente del Consiglio comunale" e che ha visto passare la sfiducia con 11 voti a favore e una scheda bianca. Gli altri cinque sono stati: il gemellaggio con la Città di Crotone, le variazioni di bilancio, gli atti di indirizzo riguardanti l'esternalizzazione del servizio tributi e la gestione dell'impianto di pubblica illuminazione, e, infine, l'esame della situazione allo stato del villaggio Marina di Sibari e dell'intero comprensorio turistico. I punti sono stati tutti approvati all'unanimità, mentre è stato rinviato quello sulla "Variazione di bilancio di previsione"";

nell'articolo della "Gazzetta del Sud" del 6 ottobre 2016 viene riportato:" Fa ancora discutere il consiglio comunale di ieri sulla sfiducia. Sulla questione è intervenuto anche il gruppo "Noi con Salvini" che chiede le dimissioni del sindaco Gianni Papasso a seguito del comportamento tenuto durante l'assise e che è meglio «ritornare alle urne per il bene dell'intera cittadinanza". Per la maggioranza la situazione è risolta con la sfiducia di ieri mentre sull'albo pretorio spunta un "encomio solenne" alla dott.ssa Emanuela Greco "per aver esercitato le sue funzioni di Commissario Straordinario del Comune di Cassano All'Ionio con grande onestà, competenza, professionalità, spirito di sacrificio e dedizione" la quale, come ha spiegato lo stesso sindaco Gianni Papasso nel corso del suo discorso lunedì sera, ha avuto un ruolo fondamentale di "consigliere" nella vicenda Garofalo. La parte dell'opposizione che ha presentato la pregiudiziale in apertura di consiglio e che poi a causa della stessa e dell'acceso diverbio tra Ivan Iacobini e il sindaco Papasso avevano abbandonato l'aula, annunciano che la situazione è più grave di quello che si vuole far sembrare e che i problemi non sono per nulla risolti. Dal canto loro, fanno sapere che nei prossimi giorni ci saranno una serie di uscite pubbliche per sollecitare la cittadinanza e spiegare ad essa che, con lo svolgimento del consiglio comunale di ieri, la situazione è ancora più ingarbugliata e che, per come aveva anche annunciato ieri l'ormai ex presidente Luigi Garofalo, ormai gli atti saranno impugnati per palese irregolarità. Si sapeva e sin dall'inizio era inevitabile: la questione politica si fonde con quella giudiziaria. In città la discussione si accende in tutti i luoghi deputati al dibattito politico e non. Sul caso è intervenuto anche il gruppo "Noi con Salvini" con una durissima nota nel quale contesta tutte le decisioni prese durante il consiglio comunale di lunedì. "Condanniamo - affermano - il comportamento dei consiglieri di minoranza che hanno abbandonato la seduta del Consiglio Comunale dopo un acceso dibattito con il Sindaco. Un'occasione di mancato confronto. Elogiamo, parimenti, la presa di posizione del Consigliere Tufaro, che nonostante la contrapposta dialettica, è rimasto al suo posto, confrontandosi". Ma l'attacco più duro è verso il sindaco Gianni Papasso: "Contestiamo il sindaco per diversi motivi. In primis per la modalità di revoca Presidente del Consiglio Comunale "Contro natura". Quando Noi chiediamo le dimissioni del Sindaco lo facciamo, perché sé davvero è il "capitano di una Nave", deve essere l'ultimo ad abbandonarla e non lasciare nessuno a bordo. Cosa totalmente opposta, che per mero interesse di opportunità, lascia un suo marinaio, a bordo della nave che affonda. O tutti o nessuno!". Ma non solo, i salviniani la situazione è complessa, contestano tutti i punti e le contraddizioni che hanno in seno. Per questi motivi si dovrebbe tornare alle urne per l'intera cittadinanza vista la situazione imbarazzante che non si risolve certo con la sfiducia del presidente del consiglio"";

il 24 settembre 2016 la "Gazzetta del Sud" riporta che: "Luigi Garofalo, presidente sfiduciato, convoca una conferenza di capigruppo per indire un consiglio comunale urgente per lunedì. Il documento ufficiale recita: "In merito alla comunicazione ricevuta via PEC il 23/09/2016 da parte del Segretario Generale, con richiesta di convocazione Consiglio Comunale Urgente entro il 27, per "Adesione al Partenariato per costituenda società Consortile A.R.L. gruppo di azione locale- Flag i Borghi Marinari della Sibaritide" e reca la firma del Presidente, ufficialmente sfiduciato, Luigi Garofalo. La situazione diventa davvero imbarazzante perché Garofalo è stato sfiduciato ma pare che la delibera non sia stata approvata con l'immediata esecutività e quindi, per essere effettivo l'atto, ci vorranno 15 giorni. Un presidente sfiduciato ma che ancora dimostra di essere nel pieno delle sue funzioni, il tutto avallato dall'amministrazione comunale che gli chiede di convocare un consiglio per mano ufficiale del suo segretario comunale. La questione fa discutere, nel pomeriggio di ieri Ivan Iacobini, ex candidato a sindaco e consigliere di minoranza dell'area civicamoderata, ha tenuto una conferenza stampa nel quale ha denunciato la situazione paradossale al quale la convocazione odierna da parte di Garofalo ha fatto solo da ulteriore avallo: "Avevamo presentato la pregiudiziale non perché scherzavamo. L'art. 25bis dello Statuto Comunale prevede che il presidente ed il suo vice possano essere revocati sulla base di una mozione di sfiducia motivata da gravi violazioni di legge, dello Statuto e del Regolamento. Mentre l'art. 46 del Regolamento Comunale prevede che in caso di assenza o impedimento le funzioni del presidente siano svolte dal suo vice. E non si sono attesi nemmeno i 20 giorni previsti dall'articolo 48 (dimissioni o impedimenti dei membri dell'ufficio di presidenza). L'opposizione afferma che non sono state comunicate assenze o impedimenti e quindi è tutto irregolare. La convocazione della conferenza dei capigruppo di oggi (ieri ndr) ne è la prova. Stiamo chiedendo un intervento del prefetto». «Col consiglio di lunedì abbiamo aggiunto illegalità su illegalità - ha spiegato - e la maggioranza deve provvedere a risolvere la questione che è davvero imbarazzante. Vogliamo dare risposte alla città. Papasso non può scaricare Garofalo così, il finto garantismo socialista è crollato". Iacobini va anche oltre: "La sfiducia doveva essere posta su questioni tecniche, come vuole la legge, e non politiche. Non serve a nulla. È una quesitone ridicola. E siamo entrati anche in possesso di documenti, che stiamo verificando, in cui Papasso già da fine 2012, in barba alla legge Bassanini, afferma di voler controllare tutti gli atti prima di essere emessi e resi effettivi. Oltre che un documento dove si evince che in comune c'erano problemi con la Garofalo Group già nel 2014. Nei prossimi giorni avremo altre notizie e le comunicheremo al alla città. Noi siamo dalla parte della legalità». In chiusura una stoccata anche su Marina di Sibari: "Papasso si ricordi che una delle firme dei collaudi delle opere di Marina a fine anni '80 è sua, quindi si faccia due conti quando dice che sotto la piazzetta sono stati trovati cavi elettrici non a norma. Quando sono stato io assessore abbiamo lavorato per portare in questo territorio 12 milioni di euro. Se non se ne vedono i benifici, si chieda lui cosa ci è stato fatto"";

nel periodo intercorso tra la sfiducia del sindaco Papasso e la nuova elezione, il commissario prefettizio è Emanuela Greco, viceprefetto. Nella pagina web del sindaco viene confermato che gli affidamenti diretti alla ditta vengono fatti quando il suddetto commissario è alla guida del comune, compreso l'affidamento bloccato dall'interdittiva. Nonostante quanto descritto alla Greco, viene riconosciuto un encomio solenne (deliberazione n.130 dell'8 settembre 2016). A parere degli interroganti fa sorgere dei dubbi il fatto che la dottoressa Greco, come riportato nel suo curriculum, dal 2012 sia componente del gruppo tecnico istituito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998 per istruttoria rilascio informazioni antimafia interdittive (decreto del 27 febbraio 2012) e il comune di Cassano conferisca incarichi diretti e sottoscrive contratti anche successivamente a quella data, compreso quello oggetto dell'interdittiva del 12 maggio 2016. Probabilmente la Greco non ne era a conoscenza;

risulta agli interroganti che nella suddetta interdittiva antimafia e nelle citate ordinanze del Tar, riguardanti la ditta Garofalo, si farebbe riferimento a Leonardo Portoraro, noto boss della sibaritide, dimostrando un collegamento fra quest'ultimo e i titolari della ditta stessa;

si ribadisce che l'interdittiva citata veniva emessa nel mese di maggio 2016, in piena campagna elettorale 2016;

considerato infine che secondo quanto risulta agli interroganti:

l'operazione antimafia denominata "Omnia" smantellò completamente la cosca Forastefano, una 'ndrina di Cassano All'Ionio, che operava nella Piana di Sibari e, in generale, nella provincia di Cosenza. L'inchiesta venne portata a termine dai Carabinieri e coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Catanzaro e all'arresto di una ottantina di presunti affiliati alla 'ndrina della Sibaritide, accusati a vario titolo di rapina, estorsioni, usura, truffa ai danni dell'Inps e società finanziarie, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina;

risulta agli interroganti che alcuni consiglieri comunali di Cassano All'Ionio avrebbero parentele equivoche: l'Alfano condannato in via definitiva nel processo "Omnia" sarebbe il padre della consigliera comunale Filomena Alfano; il Pulignano condannato nel processo "Omnia" sarebbe lo zio del consigliere comunale Francesco Giardini imparentato anche con Pierpaola Elia. La Elia (il padre è stato ucciso in guerra di mafia nel 1993), moglie di Campanella condannato nel processo "Omnia" e sorella di Francesco D'Elia, era stata eletta come terza nella lista "idea futuro" e ha lasciato per surroga il posto a Giardini. Entrambi sono stati eletti nella stessa lista; Angela Salmena, consigliera PSI sarebbe nipote di un noto usuraio e nipote del segretario comunale attuale Antonio Fasanella. Lo stesso era il segretario comunale durante il descritto dissesto del Comune di Cassano All'Ionio e nel verbale della commissione di accesso agli atti viene indicato come il garante del gioco che si era creato in comune (che non è stato sciolto perché era già presente il commissario) e ne viene consigliato l'allontanamento, eseguito dal sindaco Gallo. Ritorna in auge con Papasso circa 2 o 3 anni fa; Antonio Martucci il cui figlio sarebbe stato recentemente arrestato per droga; Felicia Laurito il cui fratello sarebbe stato arrestato per rapina a mano armata e suo cugino Laurito Mario, sarebbe sodale del clan Forastefano e vittima di un tentato omicidio da parte del clan Abruzzese; Garofalo Luigi è il cugino di Giuseppe Garofalo condannato nel processo "Omnia" e fratello della titolare della Garofalo Group (ditta interdetta); Antonio Clausi sarebbe stato accusato da un altro consigliere comunale di avere i voti della famiglia Costa, della quale nel processo "Omnia" sono stati condannati Francesco Costa padre e Vincenzo Costa figlio; Antonio Lonigro avrebbe presumibilmente avuto i voti delle cooperative legate e della consorteria degli zingari e sarebbe amico di Laurito; il consigliere Scarano, di cui si dice che sia in comune il referente di tutte le consorterie; la consigliera Fasanella sarebbe nipote di Salerno Giuseppe titolare dell'omonima impresa che avrebbe svolto numerosi incarichi per conto del comune in questione; Giuseppe Pisciotti già noto alle forze dell'ordine perché sarebbe l'autista di uno dei boss degli zingari Nicola Abruzzese detto "semiasse",

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e dei relativi collegamenti con la mafia locale, nonché di quanto questi abbiano determinato le scelte nella gestione del denaro pubblico attraverso affidamenti diretti;

se non ritenga di valutare la sussistenza dei presupposti per la rimozione del sindaco e lo scioglimento del Consiglio comunale di Cassano All'Ionio per infiltrazioni mafiose, laddove vi sia l'evidenza di favori erogati da parte di un ente, come il Comune di Cassano All'Ionio, attraverso il proprio Sindaco, a persone che sarebbero collegate alla 'ndrina della Sibaritide, così come emerso dall'operazione antimafia "Omnia". (4-06671)"

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