Economia e politica
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Giornata storica, quella di domani, per la forma di governo parlamentare italiana, durante la quale non solo inizieranno le consultazioni presidenziali che potrebbero dare il via alla formazione di un nuovo Esecutivo, ma anche per la prima seduta, in Senato, della tanto attesa Commissione speciale per l’esame degli atti urgenti presentati dal Governo. Più nello specifico, come reso noto in un comunicato del Quirinale, il Capo dello Stato Mattarella, a partire dalle 10:30 di domani, inaugurerà i (forse) primi due giri di consultazioni con ineo eletti Presidenti camerali, il Presidente emerito Giorgio Napolitano e i referenti dei vari Gruppi politici, allo scopo di meglio comprendere se esiste o meno una concreta maggioranza parlamentare in grado di formare un Governo e ricevere la fiducia in Aula, tra quali forze politiche e con quale programma.

A partire dall’originale diretta streaming, sul sito del Quirinale e sulla pagina Youtube della Presidenza, delle dichiarazioni che i Gruppi parlamentari vorranno rendere note al termine dei colloqui nel consueto Studio della Vetrata, il Presidente Mattarella non potrà fare a meno chericorrere ad una sana dose di “moral suasion”, quale vera arma politica di tutti gli inquilini del Quirinale e porre fine, altresì, alla campagna elettorale che si è comunque protratta dopo il 4 marzo, con l’elezione dei Presidenti camerali e le continue strategie di marketing politico per la conquista di Palazzo Chigi.

Certo, nel corso degli anni il rito delle consultazioni è profondamente mutato, da passaggio obbligato ma puramente formale nella Prima Repubblica, a momento di indiscussa egemonia ed abilità presidenziale di mediazione nella Seconda. In altri termini, se fino al 1994 l’inquilino di turno del Quirinale si limitava a prendere atto delle decisioni già ratificate presso la segreteria della Democrazia Cristiana, affidando ad un esponente del tradizionale partito di maggioranza relativa l’incarico di formare il Governo, in seguito allo scandalo di tangentopoli, la metamorfosi degli equilibri internazionali e l’introduzione di una nuova legge elettorale, il Presidente della Repubblica iniziò ad intervenire nell’arena politica, attraverso una delicata ma incisiva capacità persuasiva, volta a suggerire o indirizzare le scelte delle maggiori forze politiche verso il leader della lista o coalizione che aveva vinto le elezioni.

Il 4 marzo scorso, però, sia la lista (Movimento 5 Stelle) che la coalizione (formata da Salvini, Berlusconi, Meloni e Fitto) con più voti alle urne, risultano prive di una qualche maggioranza parlamentare. Ecco che allora, al di là dellequotidiane previsioni giornalistiche, il rigoroso silenzio del Pres. Mattarella non autorizza nessuno ad interpretarne il pensiero, al punto da ritenere teoricamente legittime, seppure non politicamente probabili, tutte le maggioranze che il Capo dello Stato deciderà di annotare sulla sua pagina bianca.

Senza escludere dunque dei colpi di scena inattesi da parte del Pd o dare niente per scontato, non resta che prendere atto della tenuta dimostrata finora dall’anomala intesa M5S- Lega, ad iniziare dai costanti contatti telefonici informali tra i leader e i rispettivi collaboratori, a finire con l’elezione di Fico allo scranno più alto di Montecitorio e di Alberti Casellati alla Presidenza di Palazzo Madama.

Interessante, sarà quindi osservare la costituzione dell’Ufficio di Presidenza della Commissione speciale al Senato, che per la prima volta si riunirà domani pomeriggio, allo scopo di eleggere il Presidente, i Vice e i Segretari, per poter finalmente avviare l’esame dei venti provvedimenti all’ordine del giorno. D’altronde, decidere sul Def, ordinamento penitenziario, cybersecurity, nuovo regolamento privacy, riduzione delle emissioni inquinanti o ingresso di cittadini appartenenti a Paesi extra Ue per motivi di studio e tirocinio, non può che essere una “prova generale” per gli eventuali accordi politici, valevoliadesso per il buon funzionamento di un organismo sub assembleare, guidato da un Ufficio di Presidenza che potrebbe però rispecchiare il gioco-forza di maggioranze governative.


Chi potrebbe essere e a quale Gruppo parlamentare potrebbe far parte, allora, il Presidente di una simile Commissione temporanea dai poteri particolarmente incisivi, in grado di assumere decisioni vincolanti fino alla costituzione formale di una chiara maggioranza parlamentare ed una conseguente compagine esecutiva?

 

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