Economia e politica
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«Che sui lavori del terzo megalotto della 106 vi fossero dei problemi seri pare se ne siano accorti (finalmente) anche dalle parti del PD. Nonostante il tentativo di recuperare voti con l’ennesima polemica, dopo aver impoverito in ogni modo la Calabria (e i cittadini glielo hanno sonoramente ricordato sia alle Politiche che alle Amministrative 2018) hanno, ancora una volta, fallito l’obiettivo.

Le questioni da affrontare son di ben altra portata. Vorremmo capire, in primis, se si sono anche accorti, visto che sul caso non hanno proferito parola, che pochissimi giorni fa proprio a Villapiana è stato ucciso Leonardo Portoraro, ritenuto uno dei boss locali e definito “il ministro dei Lavori Pubblici” dell’Alto Jonio Cosentino e che, per come emerge dai giornali, il movente sarebbe da ricercare proprio negli interessi economici suscitati dall’ingente somma pronta ad arrivare per i trentotto chilometri della Sibari-Roseto» - lo afferma in una nota il Senatore Nicola Morra del M5S che interviene sulla rovente polemica che sta investendo la 106 Jonica.

Il pentastellato prosegue: «Vorremmo capire, poi, se nella Sibaritide ci sia una correlazione tra l’estenuante difesa del Pd dei lavori sul macrolotto, la sempre maggiore presenza di tratte affidate (dal Governo Regionale) ad autobus privati e lo smantellamento della Ferrovia Jonica.
Vorremmo capire, soprattutto, se questi intrecci fra interessi politici e privati abbiano fatto della Calabria un luogo di saccheggio e svendita del territorio per mero clientelismo. Un modus operandi – puntualizza Morra - al quale stiamo cercando di mettere fine sin da quando siamo al Governo del Paese. È in questo contesto che nasce il bisogno di revisione del progetto della Sibari-Roseto. Per questo non consentiremo a nessuno di strumentalizzare la vicenda»

Il Senatore Morra spiega: «In campagna elettorale il Movimento 5 Stelle ha sempre asserito di voler riconsiderare tutte le grandi opere in fase di realizzazione in Italia, da Nord a Sud, per valutarne con serenità ed oggettività il rapporto fra costi e benefici, ed eventualmente cercare di capire se esistano modalità alternative di realizzazione.
Gli ultimi eventi hanno mostrato come gli interessi che ruotano attorno all’ammodernamento della 106, da noi sempre fortemente sostenuto e voluto, sono enormi con le ‘ndrine locali sempre pronte a mettere le mani sui soldi dei cittadini. Perciò l’avanzamento dei cantieri dovrà essere verificato dagli uffici e dalle forze dell’ordine. Noi faremo la nostra parte. Si dovrà controllare ogni singolo centesimo che verrà speso affinché anche quest’opera non diventi oggetto di speculazioni mafiose»

«Nessuno si è scordato della ditta “Barbieri”- ricorda il parlamentare cosentino - cavallo di troia dei clan, che riuscì ad aggiudicarsi i lavori di Piazza Bilotti a Cosenza (21 milioni), aviosuperficie di Scalea (20 milioni) e l’impianto di risalita nella città di Lorica (18 milioni). La Sibari-Roseto, infatti, costerà un miliardo e trecento milioni di euro circa per soli trentotto chilometri di strada e a lavori non ancora iniziati pare abbia già fatto un morto. Stavamo già tenendo sotto controllo la situazione e appena si è insediato il Governo, abbiamo presentato con “urgenza” la revisione del progetto al Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Il Ministero, dopo aver registrato il parere positivo della Corte dei Conti sulla delibera del Cipe, sta valutando tutte le eccezioni procedurali, ambientali ed economiche»

«Non è facile – precisa Morra - ci si sta lavorando e, sicuramente, avremo dei riscontri. Una cosa è certa: non ci sono lobby di costruttori o di proprietari terrieri alle nostre spalle. Ma la cosa ancora più certa è che stiamo facendo il possibile per avviare i lavori d’ammodernamento della tratta valutando soluzioni che portino ad una diminuzione della spesa (magari dirottando l’eccedente sul tratto Sibari-Corigliano Rossano che registra la più alta mortalità rispetto alle altre aree) ottenendo, allo stesso tempo, una diminuzione dell’impatto ambientale che danneggerebbe il sistema economico e produttivo connesso a questi territori dove si fa agricoltura biologica di qualità. Tutto - conclude il Senatore del MoVimento 5 Stelle - senza che l’avvio dei lavori venga posposto di decenni o addirittura fermato come strumentalmente è stato detto in queste quarantotto ore».

(Comunicato stampa Senatore Nicola Morra - M5S)