Economia e politica
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Il tempo stringe e i vertici grillini non hanno ancora deciso se presentare o meno il simbolo del M5S alle consultazioni che il 26 gennaio si terranno in Emilia Romagna e Calabria. In ballo però ci sono anche altre Regioni al voto (Campania, Puglia, Liguria, Marche, Toscana, Veneto) e per questo, apprende l'Adnkronos da fonti parlamentari, il M5S starebbe pensando a una sorta di 'team'.

Anche se l'ipotesi non trova conferma nei vertici, si parla con insistenza di un referente per Regione (per esempio, il capogruppo in Consiglio regionale) affiancato da un parlamentare di quel territorio, con il compito di sondare il terreno per una eventuale corsa del Movimento alle competizioni elettorali del prossimo anno. Ad esempio, i campani avrebbero già individuato in Salvatore Micillo il proprio uomo.

In settimana Luigi Di Maio vedrà di nuovo gli eletti emiliano-romagnoli e calabresi per decidere il da farsi. L'ipotesi forfait nella Regione governata dal dem Stefano Bonaccini è più viva che mai, soprattutto alla luce dei recenti sondaggi che vedrebbero il M5S ben al di sotto della soglia del 10 per cento (la forchetta oscillerebbe pericolosamente tra il 5 e il 7 per cento).

Per quanto riguarda la Calabria, invece, il capo politico pentastellato preferirebbe ascoltare chi sul territorio ha un suo radicamento. E' in quest'ottica che verrebbe presa in considerazione la posizione di Nicola Morra per decidere se presentare la lista o meno. Ai microfoni di 'Unomattina', il titolare della Farnesina ha fatto capire chiaramente che il Movimento non ha intenzione di buttarsi a capofitto in nuove pericolose avventure elettorali.